6 vini per raccontare il Trentino: perché andare fino in cantina

6 vini per raccontare il Trentino: perché andare fino in cantina

Cantina La-Vis è a nord di Trento, sono poco più di quattro ore da Roma, ma sembra di fare un salto quantico. La Paganella svetta e domina pendii completamente ricoperti di vigneti, erbe spontanee, boschi qua e là punteggiati dai tipici masi.

Qui la tradizione cooperativa non ha mai tradito lo spirito con cui è nata. Punta sul valore della produzione più che a invadere i mercati. Come? Lasciando parlare proprio il territorio, che i produttori-contadini di qui hanno custodito da sempre.

La mole della Paganella sovrasta un tipico maso e i vigneti a pergola trentina

In questo contesto è nata Ritratti la linea di Cantina La-Vis che tratteggia questa zona filare dopo filare, pergola dopo pergola. Nata nel 1988, è stata ripensata a partire dal 2022 e presentata in una nuova veste.

E ve li presento dopo gli assaggi in cantina.

Come sono e quanto costano i 6 vini Ritratti di Cantina La-Vis

Sono i vitigni tipici e rappresentativi del Trentino a diventare referenze monovarietali. Le uve possono provenire a volte da singole vigne benedette da suoli e clima, a volte da selezioni ristrette da più parcelle particolarmente vocate, con pendenze che vanno dai 250 ai 500 metri sul livello del mare. Rese tenute basse, a volte bassissime (40 q/ha), tecniche di vinificazione rispettose, uso del solo mosto fiore, vogliono esprimere il meglio che il territorio può offrire.

1. Il raffinato Sauvignon

Il Sauvignon della linea Ritratti di Cantina La-Vis

Da Giovo e Meano, su suoli di porfido e argilla, uve raccolte in piena maturazione, regalano un naso e un palato ricco ma non invadente. Non un sauvignon muscolare di bosso e passion fruit, ma un elegante armonia di minerali, fiori, frutta esotica ed erbe aromatiche. Il sorso è croccante, sapido, lungo. Affina in barrique di rovere francese.

Prezzo del Sauvignon di Cantina La-Vis: 17,60 €.

2. Lo stiloso Chardonnay di Cantina La-Vis

Da un vigneto sulla Collina di Pressano, tra i fiumi Adige e Avisio, sui 300 metri d’altitudine, allevato a Guyot. Una parcella che vanta suoli antichi, derivanti dallo scioglimento di ghiacciai, esposta a sudovest. Pieno sole, vento, escursioni termiche, regalano un naso prezioso, di frutta gialla, minerale, quasi marino, e un sorso teso e nel contempo polposo, ricco e dinamico. Affina come il precedente in barrique di rovere francese.

Prezzo dello Chardonnay di Cantina La-Vis: 17,60 €.

3. L’eclettico Gewürztraminer di Cantina La-Vis

L’aromatico di cantina La-Vis, come il Sauvignon Blanc, punta sulla freschezza e la piacevolezza di beva. Un traminer che nasce su pendii molto ripidi, in alcuni punti terrazzati, una viticoltura eroica che si traduce in una certa sobrietà negli esiti. La frutta candita, la rosa e la ginestra al naso, il chicco d’uva croccante e fresco al palato, giocato su acidità e rotondità. Affina in acciaio e sosta per qualche mese in botte grande prima dell’imbottigliamento.

Prezzo del Gewürztraminer di Cantina La-Vis: 19,80 €.

4. L’aristocratico Cabernet Sauvignon

Viene dalla stessa collina dello Chardonnay, ma suoli diversi: qui una giusta miscela di argille sabbie e limo regala struttura ed eleganza di beva. Frutta rossa matura, fiori secchi e note balsamiche e tostate al naso, che tornano al palato e si sovrappongono in un sorso di personalità decisa, con tannini percepibili ma non invadenti. Affina 18 mesi in barrique di rovere francese usate.

Prfezzo del Cabernet Sauvignon di Cantina La-Vis: 17,60 €.

5. Profondo Lagrein

Scuro e intenso, ma volutamente contemporaneo pur nel quadro della tradizione. Macerazioni contenute per non sovraccaricare uve raccolte in piena maturazione restituiscono note di frutta scura, prugna, amarena, pepe nero e brace. La beva è decisa, tesa e dinamica, lunga. Botte grande e barrique prima dell’imbottigliamento.

Prezzo del Lagrein di Cantina La-Vis: 16,70 €.

6. Pinot Nero, il cosmopolita

Cantina La-Vis il Pinot Nero della linea Ritratti

E’ un momento d’oro per il pinot nero, si adatta bene ai gusti di questo decennio, né troppo scuro, né troppo tannico, né troppo alcolico. E questo di cantina La-Vis rasenta l’ideale: giustamente intenso, con il lampone essiccato, la rosa canina, note di sottobosco e humus in sottofondo, e una bocca succosa, fresca, persistente, elegante, per una beva che non stanca e non satura. Fermenta in tonneau e affina in barrique, molto ben gestiti.

Prezzo del Pinot Nero Ritratti: 19,80 €.

Perché assaggiare i vini Ritratti di Cantina La-Vis

Bottiglie dalla personalità definita, difficile dire quale sia stato l’assaggio migliore della linea Ritratti.  Colpisce la capacità di andare oltre le mode e lasciare che sia la finezza a parlare, soprattutto con le uve più aromatiche e riconoscibili, ma anche sui rossi l’approccio moderno non delude le aspettative per i profili caratterizzati e territoriali. Cantina La-Vis conferma la sua vocazione di società cooperativa rispettosa della qualità, e in un momento storico di crisi del settore è decisamente un bel segnale.

Per chi programma una scappata in zona, la Vinoteca della cantina organizza degustazioni e serate. E già che ci siete assaggiate anche i due notevolissimi Oro Rosso metodo classico blanc de blancs pas dosé e rosé de noirs della cooperativa “sorella” Valle di Cembra.

Cantina di La-Vis e Valle di Cembra. Via del Carmine, 7, 38015 Lavis TN. Telefono: 0461 440111. Instagram

Come nasce la cantina

La storia di La-Vis è fatta di tappe cooperative.

La struttura attuale nasce nel 1948, quando quattordici viticoltori locali aderiscono al movimento cooperativo del dopoguerra.

Nel 1969 entra la cooperativa di Salorno, che porta la cantina anche in territorio altoatesino.

E nel 2003 arriva la fusione con Cantina Valle di Cembra.

Dell’origine resta un bassorilievo in legno, ancora in azienda, con gli stemmi dei tre comuni firmatari del sodalizio: Lavis, Giovo e Meano. Il nome richiama il latino «vis», forza, e l’impeto del torrente Avisio che scende dalle montagne.

Oggi i soci sono circa 400, affiancati da un team di agronomi ed enologi.

La produzione della Cantina La-Vis è di circa due milioni di bottiglie l’anno, in prevalenza bianchi.

La gamma è divisa in due linee. Classici, la produzione continuativa con vitigni autoctoni come Nosiola e Teroldego e varietà internazionali. E Ritratti, quella più legata alla ricerca sul territorio.

Il territorio

I vigneti di cantina La-Vis ammontano circa a 400 ettari, tra i 250 e i 550 metri sul livello del mare. Percorrono in lungo e in largo le Colline Avisiane, che vanno dal fondovalle dell’Adige fino ai versanti che salgono verso Sorni, Pressano e Giovo, e fino a Faedo.

Un’aria limpida, schietta, accompagna i raggi tra le foglie di tralci lasciati volutamente rigogliosi, e crea giochi di luci ed ombre con le diverse altezze, tra colline, erte, terrazzamenti, rocce affioranti e il torrente Avisio a fondovalle, l’elemento mobile della scena. Paesaggio ancora selvaggio, ma amico dell’uomo, che l’uomo ha saputo valorizzare.

Sono questi i Ritratti di  cantina La-Vis. Alle terre grigie calcaree, da cui la cantina ottiene vini più fini e minerali, si alternano terre rosse argillose, che danno vini più ricchi e intensi. Si osservano ancora le tradizionali pergole trentine, tra i sistemi d’allevamento, insieme alla spalliera dove il terreno o la varietà lo richiedono. Sopra le vigne passa l’Ora del Garda. È una brezza che mitiga il clima subalpino e tiene asciutto l’ambiente, con una buona escursione termica che aiuta a conservare l’acidità ed esaltare i profumi.

Una viticoltura antica

filari di pinot grigio della cantina La-Vis in Trentino

In queste valli la vite non è una novità. A Cembra, nella valle che si apre sopra Lavis, il vino si faceva già al tempo degli Etruschi, e i vini trentini detti «retici» (dai Reti che avrebbero perfezionato le tecniche di produzione), erano noti anche a Plinio. Nei secoli la vite sale di quota, si appropria di nuove superfici, fino ad arrivare a noi. Nel secondo Novecento, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la specializzazione sostituisce le colture miste, in cui la vite conviveva con altre piante, e le cantine sociali, come quella nata a Lavis nel 1948, accompagnano questo passaggio. Parallelamente si studiano i diversi suoli, esposizioni, pedoclimi.

La zonazione

Cantina La-Vis grappoli di Chardonanay pronti per la vendemmia

Su questo mosaico sin dagli anni Ottanta cantina La-Vis ha iniziato a mappare suoli e varietà, con il supporto dell’Istituto di San Michele. Fino ad arrivare all’elaborazione della Carta dei suoli, per scegliere il «vitigno giusto al posto giusto» e ridurre le rese. Dal 2017 i soci lavorano inoltre con la certificazione SQNPI. Prevede un uso limitato dei prodotti di sintesi, per il disciplinare di produzione della provincia autonoma di Trento che vieta trattamenti impattanti e ad alto rischio biologico sui suoli e sulle piante. Ritratti di cantina La-Vis nasce da questo lavoro.

Il progetto Ritratti

Ezio Dallagiacoma enologo e direttore tecnico della cantina La-Vis in Trentino

Nel rilancio, spiega Ezio Dallagiacoma, enologo e direttore tecnico di cantina La-Vis, non c’entra solo l’estetica. C’è un lavoro condiviso tra soci, agronomi ed enologi e nuovi protocolli in vigna per rispondere al cambiamento climatico, ottimizzare la rispondenza dei terreni e la qualità della produzione.

Le sei etichette sono altrettanti quadri di Margherita Paoletti, artista trentina di adozione. Ogni quadro ritrae una figura femminile circondata da elementi naturali, ispirata alle sensazioni del vino e della zona da cui proviene.

I vini della linea Ritratti di cantina La-Vis escono come Trentino Doc. Sono proposti in bottiglia bordolese e destinati al canale Horeca, quindi si trovano solo in ristoranti ed enoteche (e sull’e-shop aziendale).

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