Napoli è più vicino a Tunisi che ad Amburgo. In aereo sono 1 ora e 45 minuti di volo contro 2 ore e 25. Ma non è questione di tempo di volo. È comunanza di idee e di stile di vita. E di un mare. Ve la riassumo così la considerazione di Antimo Caputo nelle vesti di mecenate che in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli e Valore Italia, ha presentato Porta per il Mediterraneo. Cioè la puntata numero 2 del Premio dedicato alla cultura e, soprattutto, ai giovani. Presentazione in un luogo che già di per sé è un programma: il Real Albergo dei Poveri a Piazza Carlo III in fase di ristrutturazione.
Dal 16 al 27 novembre, 12 studenti di istituzioni accademiche di Marocco, Libano, Tunisia, Egitto e Giordania daranno vita ad una residenza d’artista internazionale. Saranno ospitati presso gli spazi e i laboratori dell’Accademia di Belle Arti di Napoli dove li accoglieranno 12 studenti dell’accademia napoletana.
Il percorso della realizzazione delle opere sarà dunque realizzato sulla base di convivenza, confronto e creazione condivisa. I partecipanti saranno organizzati in due gruppi, ciascuno composto da sei studenti internazionali – uno per ogni Accademia coinvolta – e sei studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. I due gruppi sono chiamati a realizzare 12 opere complessive e potranno esprimersi con linguaggi differenti spaziando tra installazioni, performance, opere site-specific e sculture. L’unico limite è che ogni lavoro rappresenti la sintesi dell’incontro tra gli artisti.
Le opere saranno quindi presentate al pubblico in una mostra negli spazi del Real Albergo dei Poveri sabato 28 e domenica 29 novembre.
Cos’è il Premio Porta per il Mediterraneo

Il progetto coinvolge sei istituzioni accademiche e artistiche.
— Institut National des Beaux-Arts (INBA) di Tétouan in Marocco
— École Supérieure des Beaux-Arts de Casablanca (ESBAC) in Marocco
— Islamic University of Lebanon di Beirut in Libano
— Institut Supérieur des Beaux-Arts de Tunis (ISBAT) in Tunisia
— Helwan University – Faculty of Applied Arts del Cairo in Egitto
— University of Jordan – Department of Visual Arts di Amman in Giordania.

Il Valore Italia, di nome e di fatto, è espresso da Salvatore Amura che del centro di ricerca e alta formazione dedicato al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico è AD. “Il progetto Porta per il Mediterraneo significa valorizzare il talento nelle nuove generazioni e riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nella costruzione di relazioni durature tra Paesi e comunità. Un percorso reso possibile dalla generosità e dalla sensibilità di Mulino Caputo, il cui impegno rappresenta un esempio virtuoso di mecenatismo culturale e di sostegno concreto alla creatività e al talento dei giovani”.
“Il Premio Caputo promuove una visione della cultura come spazio di incontro e collaborazione, capace di superare i confini geografici e mettere in dialogo esperienze, competenze e sensibilità diverse”. Il mecenatismo raccontato da Antimo Caputo ha un fondamento semplice come l’idea del grano motore di nutrimento e di vita.
Il grano e la cultura della farina

Grano, farina, acqua dunque sono le parole chiave di questo intervento del Mulino che ha ovviamente a cuore il linguaggio e la cultura napoletana. Non è questa l’unica occasione di collaborazione culturale con Valore Italia. Il Mulino Caputo ha finanziato il restauro conservativo di 30 opere della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro condotto dalla Scuola di Restauro di Botticino. Scuola ora nel MIND – Milano Innovation District — che è il braccio operativo di Valore Italia.
Il percorso di valorizzazione dal punto di vista gastronomico guarda al confronto di trasformazione dell’ingrediente che accomuna le espressioni di “arte bianca”. E quindi, khobz nordafricano, pita levantina, pane azzimo, focaccia, pita greca per arrivare alla pizza napoletana sono i punti di congiunzione elencati. È il concetto di trasformazione della materia come atto culturale e riconoscibilità del valore di ciascuna gastronomia locale.
La Porta per il Mediterraneo vuole trasferire la ricognizione artistica nei diversi Paesi che partecipano al progetto con il sostegno delle ambasciate e degli istituti di cultura italiani nei 5 Paesi. Che hanno preso parte alla presentazione in streaming collettivo.

“Immaginare qualcosa che non esiste accomuna artisti e imprenditori”. Nelle parole di Giuseppe Gaeta — Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli — il focus della ricerca. I risultati li vedremo alla Porta per il Mediterraneo che si aprirà al Real Albergo dei Poveri.


Ma il messaggio di cooperazione continuerà dopo il vernissage. Saranno i 5 Paesi ad ospitare pizzaioli e panificatori del Mulino Caputo che illustreranno ai giovani studenti delle Accademie di Belle Arti i loro processi di trasformazione della farina. Cultura, economia e valore sociale non sono elementi separati ma concorrono al dialogo tra comunità per trasferire conoscenze e creare nuove relazioni.

Belle Arti e Arte Bianca provano a trovare un terreno comune di confronto dentro questa Porta per il Mediterraneo.
