Vi chiederete perché sono andato di nuovo a mangiare da Cracco a Portofino. Perché è un posto bellissimo e stellato, affacciato sul porticciolo di Portofino – sconsigliamo l’uso dell’auto, per arrivarci: il parcheggio di Piazza della Libertà è a 300 metri, e costa 6 € l’ora. E c’è una bellissima passaggiata sul mare, protetta.
Perché ci ho già mangiato, benissimo e mi piace lo chef, Mattia Pecis, e la sua idea di preparare piatti di terra e di mare. Perché il ristorante è costoso (160 €) ma, una volta ogni tanto, posso anche permettermelo. Anche se alla fine ho speso 200 euro.
Da Cracco Portofino ci ho già mangiato una buonissima pizza anni fa – ora, per assaggiare la nuova “pizza marinara” dovete scegliere il menù da 210 €. Ma io ho scelto l’altro menù, con i piatti di mare e campagna.
Mi piace perché ha sostituito il vecchio Pitosforo, un caposaldo della ristorazione del Tigullio, chiuso da tempo. E l’idea di riportarlo sulla piazzetta, bene, mi piace. Il nome Pitosforo è rimasto sul muro esterno.

Mi piace perché Cracco a Portofino è un ristorante elegante ma senza sfarzo. Grandi vetrate, una veranda al piano del ristorante e una terrazza sul tetto. Una sala ampia e ricca d’atmosfera, senza forzature in senso marinaro. Tovaglie bianche bordate di blu – il mare! – su tavoli ben distanziati. Ma le geometrie bianche e blu rivestono sedie e pareti, come un filo conduttore.
Il bar invece è come ritagliato nella roccia, con un effetto-meraviglia. A lato, una vecchia credenza con i vasi di frutta e verdura in conserva – carpioni e salamoie, sottoli e sottaceti, kumqat e lamponi, limoni sotto sale, cetriolini e pomodorini, e quant’altro. In un vaso, del finocchietto in carpione: la prossima volta chiedo un piatto che lo contenga.
Il menù A Mano a Mano di Cracco a Portofino: la recensione dettagliata

Dei due menù degustazione, ho scelto A Mano a Mano – per il costo, 160 euro per 7 portate (ma si possono prendere anche solo dei singoli piatti), contro i 210 euro del menù Un tuffo nell’orto, che peraltro comprende 11 portate. E non ho nemmeno letto il secondo, per non cadere in tentazione. Ho solo visto che c’era una “Pizza?”, ma ho resistito.
Come sempre, l’inizio è con un piccolo assaggio, un amuse bouche. Albicocca in conserva, menta, verbena, fiori di carota in macerazione: l’ingresso nel menù A Mano a Mano del ristorante Cracco a Portofino è dalla porta dell’orto. Che è uno dei vanti del ristorante, tutte le verdure vengono coltivate sul Monte e nei dintorni di Portofino. L’altro vanto è il pesce, in pratica scaricato direttamente dai pescatori sulla porta del ristorante. E per accompagnarlo un Analcolico dell’Orto (20 €), un estratto giornaliero direttamente dalla loro campagna, veramente buono.
Viene dall’orto anche la frittellina di fiori di zucchina, salvia e amaranto qui sopra. Diciamo che ti fa entrare subito nell’atmosfera, e ti apre lo stomaco.



Aperitivo, prima dell’inizio del percorso, con tre piccole portate. Nell’ordine di degustazione, takoyaki (polpettina fritta alla giapponese) con farina di ceci, all’interno totano alla brace, sopra cedro marinato per due anni in salamoia. Cracker di farina di alghe, sopra muggine marinata tradizionalmente. Waffle salato con patè di ricciola. Nessun aggettivo qualificativo, nessun giudizio: un ottimo inizio. Fra l’altro, ho imparato che il muggine in realtà è la muggine: deve essere la prima volta che la mangio come protagonista del piatto, con gli aggettivi e articoli giusti.
L’olio viene dall’azienda Vistamare in Romagna

Non manca l’assaggio di olio, che anche da Cracco Portofino è quello del suo podere Vistamare a Sant’Arcangelo di Romagna. Anzi, Vistamare è il loro podere, di Carlo e della moglie Rosa Fanti, come correttamente annunciato dalla gentile signorina che me lo ha portato. E mi piace molto che la signora Fanti sia sempre menzionata, quando è il caso, accanto al marito. Ad accompagnare l’olio, un ottimo pane ai 5 cereali, una focaccia alta alla salvia (discreta), crostini al salmone con olio di lino.
Gli antipasti


Si parte con gl antipasti veri e propri. Crudo di Paraggi maturato, ceviche di pesca, kumqat, gambero viola (54 € nei piatti alla carta). In fondo alla sala del ristorante Cracco Portofino, davanti alla cucina, c’è uno di quei frigoriferi per la maturazione – in questo caso, del pesce. Più o meno: il pesce, conservato a a temperatura e umidità controllate, diventa più morbido e perde umidità. Il sapore finale è più intenso. L’equilibrio del piatto è assoluto.

Uovo morbido con verdure dell’orto, pesto e mandorla (42 €). L’uovo è un ingrediente-signature di Carlo Cracco, che qui nel suo ristorante a Portofino troviamo ‘tigullizzato’ con il pesto. L’uovo, tiepido, è avvolto in un fiore di zucchina, deposto sopra una salsa bernese al basilico, e caramello al pomodoro. Attorno, una selezione di pomodori sempre dall’orto del ristorante. Uovo e pomodoro: un piatto che mi fa tanto felicità.

Cappon magro con salsa verde (56 €). Piatto tradizionalissimo, rivisitato. Alla base, molluschi, olio al prezzemolo, barbabietola, con una schiuma realizzata con riduzione di pescato capperi e acciuga. Topping, coppato di gamberi di Santa Margherita e nasello. Che dire? Il classico cappon magro non mi fa impazzire; ma questo è tutto un altro piatto, diciamo una rivisitazione estrema, e il mio diciamo pregiudizio non vale più.
Due primi, il pesce e il dolce da Cracco Portofino

Pansoti della tradizione, realizzati solo con acqua e farina; all’impasto è unito il prebuggiùn, una miscela di erbe spontanee liguri. All’interno, stracchino alla brace; alla base, un ricordo di bruschetta, ovvero pane raffermo, pomodoro, olio di origano, olio al basilico. A completare, acciughe marinate. Il piatto costa 42 €, è molto buono, e sintetizza il progetto gastronomico del ristorante Cracco Portofino e di Mattia Pecis. C’è la Liguria e la tradizione, c’è il mare, c’è la campagna,

Fusillone in scapece di zucchine e seppia affumicata (44 €). Cottura perfetta, il fusillone mantecato in un estratto di pomodoro rosso, il piatto completato con spuma di pinoli, chimichurri di menta.

Pescato del giorno alla brace (60 €). Ricciola, anzi pancia di ricciola. Cotta dalla parte della pelle, che così rimane croccante, viene posta su un fondo composto da due salse, quella verde un estratto di zucchina, l’altra una riduzione di pescato con pomodoro e zafferano. A completare, verdurine dell’orto, che anche qui non sono solo un elemento cromatico ornamentale, ma aggiungono gusto e freschezza.

Il dolce. Meringa al bergamotto, gelato alla preciscinsêua (un formaggio ligure) e olive di Taggia (30 €). Un dolce-non proprio dolce, buonissimo (su Instagram la descrizione completa). Ho scoperto che ci sono due pasticciere a curare la proposta dolce di Cracco Portofino. E questo dolce, come la piccola pasticceria finale, è perfettamente in linea con il resto del menù.


La loro piccola pasticceria finale: notevoli il canelé con crema di castagne e la madeleine a forma di conchiglia.
Quanto costa il ristorante Cracco Portofino: piatti alla carta e menù

Due i menù degustazione da Cracco Portofino, Persone e Territori (160 euro, l’ho raccontato qui sopra) e Menù Estate (210 euro).
Una possibilità di scelta è quella di prendere solo (o almeno) due piatti salati dal menù Persone e Territori del ristorante Cracco a Portofino. La carta, come avrete notato leggendo la mia recensione qui sopra, riporta anche i prezzi dei singoli piatti. Fatti due conti, se prendessi i due meno costosi (pansoti, e uovo morbido, entrambi a 42 €), più acqua coperto ecc., spenderei oltre 84 euro. Ma non ne vale la pena, sarebbe un tassello in più sulla cosiddetta morte del fine dining, e soprattutto verrebbe meno l’esplorazione di questo universo gastronomico. E i 160 e passa euro li vale tutti.
Nel menù, un disclaimer. “I nomi dei piatti comprendono solo l’elemento principale utilizzato poiché tutti gli altri ingredienti cambiano quotidianamente, facendovi esplorare il mondo di Cracco Portofino.”
E, per rispondere alle polemiche che di tanto in tanto emergono a caso sui social – no, non mi sono alzato con la fame, non mi sono preso una focaccia per riempirmi lo stomaco. Invece, ho preso un gelato nella nuova gelateria del ristorante Ö Magazin, sempre a Portofino, e volevo proprio assaggiarlo. Pànera e crema vaniglia, abbastanza buoni, ma la coppetta media costa (ben) 8 euro.
Il Tuffo nell’Orto di Mattia Pecis

Altro disclaimer nel menù, che racconta l’idea al centro del ristorante Cracco a Portofino. “Le portate del nostro menu degustazione variano in base alla disponibilità del nostro orto e al pescato del giorno,” si legge. “Creando così una filiera sostenibile senza sprechi e garantendo la migliore qualità delle materie prime locali.” Tutte affermazioni che trovano un preciso riscontro nei piatti.
A cui aggiungerei una nota. Il menù di Mattia Pecis è estremamente mobile, in continua evoluzione. Sentivo una cameriera che spiegava come per un certo piatto Mattia avesse appena cambiato un ingrediente. E che quindi il menù del ristorante Cracco Portofino sul sito può non essere esattamente quello proposto al tavolo.
Questo è il secondo menù degustazione creato da Mattia Pecis.
Un Tuffo nell’Orto, 11 portate (210 euro)
- Insalata russa a Portofino
- Tonno e pomodoro Rosado
- Gambero viola, cetriolo, yogurt e ruta
- L’orto SS26 (SS sta per Spring-Summer, a sottolineare ancora di più la stagionalità del menù, e dell’apertura, del ristorante Cracco Portofino)
- Riso, limone nero e bottarga
- Gnocchetto arrosto e pebre (una salsa cilena a base di coriandolo) di cannolicchio
- Melanzana bianca e mirtillo
- Scampo, albicocca e verbena
- ¿ Pizza ?
- Stracciatella e conserva del bosco
- Nettare di miele
Anche da Cracco Portofino c’è la pizza Marinara

I due menù del ristorante di Mattia Pecis a Portofino riportano evidenti omaggi alla firma del patron Carlo Cracco. Oltre all’uovo, e all’insalata russa cracchiana, c’è anche una ¿ Pizza ? circondata da punti di domanda. Quindi, una pizza che non è una pizza?
Avevo già mangiato qui una pizza qualche anno fa, forse sperando in un nuovo colpaccio come quello della prima Pizza di Cracco. Non c’ero riuscito, e avevo pensato di prendere il secondo menù. Ma mi sono lasciato sedurre dal menù A Mano a Mano – dai piatti e dal prezzo.
Ma se volete vi dico com’è fatta questa pizza. In pratica, è un trancio triangolare di pesce, alla brace e al forno mi pare. Una pizza di pesce a imitare la cottura della pizza di pizza. E viene servita con una coppettina di salsa di pomodoro e formaggio (fiordilatte?). Ho chiesto alla gentilissima coppia del tavolo di fianco se potevo fotografarla (che vergogna…), e potete vedere la foto qui sopra.
Se vogliamo, è una foto decisamente brutta: ma magari riesco a suscitare una nuova ondata di indignazione popolare… Anzi, per attizzare vieppiù le critiche: è una pizza marinara…
Il locale, il personale, la cucina

Si parla tanto, lo accennavo sopra, di crisi del fine dining, di fine dell’accoglienza, di morte dell’alta ristorazione tout court. La combo Carlo Cracco – Mattia Pecis – Portofino – mare – orto – personale di sala e di cucina funziona benissimo. Accoglienza e servizio perfetti, senza sbavature (sono io che ho rovesciato l’acqua sulla tovaglia… sarà per questo che non mi hanno lasciato la bottiglia sul tavolo). Le ragazze, carinissime, sempre sorridenti (con qualche risatina ai tavoli, ottimo segno).
Mattia mi ha invitato a dare un’occhiata alla cucina, il servizio era finito, i ragazzi stavano strofinando pulendo tutto quanto. Uno spettacolo, come quando mangi allo chef’s table. Per di più, una cucina grande e bellissima, disegnata da Andrea Viacava, esperto designer di cucine. Suo l’ottimo ristorante Armida 1905 a Rapallo.


Oltre allo staff di cucina vera e propria, da marzo 2026 il ristorante Cracco a Portofino può contare su due nuove giovani pasticcere. Sono Greta Sofia Calvi Forini e Alessia Baroni, acquisti recentissimi ma di alto livello. Per dire, Greta ha lavorato da El Celler de Can Roca, Alessia da Andrea Tortora.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare: sono, o almeno sembrano a me anziano, tutti giovanissimi, e bravi. Verrebbe voglia di elencarli e fotografarli tutti, a partire dal sous-chef, Simone Lucini. Qui ho inserito solo un paio di foto dai social.
Cracco a Portofino è Mattia Pecis

Mattia Pecis ha 30 anni, nasce nel 1996 a Clusone (BG), e a nemmeno vent’anni lavorava già da Cracco in via Victor Hugo a Milano. E Carlo Cracco gli ha affidato l’ex-Pitosforo a Portofino all’apertura, 5 anni fa, quando Mattia di anni ne aveva 25. E la stella Michelin è arrivata l’anno scorso, con la pubblicazione della Guida 2026. Che va ad aggiungersi allo Young Chef Award come miglior giovane chef.
Penso che tra le righe si possa leggere la mia grande ammirazione per Mattia, fin dal mio primo pranzo a Portofino. Era il 2022, e volevo provare la Pizza Santa Margherita, giusto per dare un seguito all’affaire Pizza di Cracco. Ma l’ottima impressione generale, confermata da un paio di assaggi sporadici in manifestazioni, e soprattutto dai video online di Mattia con pesci verdure ricette, mi ha convinto. Purtroppo, sono riuscito a tornarci solo quest’anno. Spero di farlo anche l’anno prossimo.
Ristorante Cracco Portofino. Molo Umberto I, 9, 16034 Portofino GE. Telefono: 0185 163 6026 Instagram
Cracco a Portofino, bello il ristorante, buono il nuovo menu

23 aprile 2025 – di Fulvio Marcello Zendrini
È difficile, molto difficile. È difficilissimo capire se un ristorante sia buono o meno quando si arriva a Portofino. Il borgo ligure è indiscutibilmente il porto più bello d’Italia e uno dei più belli del mondo, e la bellezza, si sa, confonde i sensi e toglie obiettività al giudizio sulle cose. E qui la bellezza esonda, esagera, riempie occhi e mente e ci circonda e ci carica di emozioni, confondendoci. Ma quando sali i gradini della scala che ti porta al vecchio Pitosforo, quello che oggi è il Ristorante di Carlo Cracco a Portofino, ti rendi immediatamente conto che bello e buono possono tranquillamente convivere ed esaltarsi, come dicevano gli antichi Greci.


La sapevano lunga, i Greci. Kalos kai Agathos. Bello e buono.
Forse i Greci avevano già mangiato da Carlo Cracco e scoperto che si può fare, si può avere entrambi nello stesso luogo!
Fatto sta che, armati di sano appetito, ci siamo avventurati per le stradine del borgo e avvicinati al porticciolo.
In realtà non c’è solo Cracco, a Portofino.
Quali sono i migliori ristoranti a Portofino

Negli ultimi anni il piccolo paese marinaro è diventato anche una destinazione per gourmand, tra la Trattoria da Puni e il vecchio U Magasin, e le nuove aperture di superstar chef. Dai Fratelli Cerea di Da Vittorio, alla Langosteria di Paraggi con Enrico Buonocore, a Carlo Cracco, appunto, al Pitosforo.
Il Pitosforo era di gran lunga la più bella location di Portofino, costruito com’è su una grande terrazza sopraelevata sul porto, sulle barche e sull’acqua, con giardini a balze in mezzo ai fiori, che accolgono tavoli per gli aperitivi tra i più belli del mondo.
Poi era caduto in disarmo e per molto tempo era rimasto chiuso.

Ed oggi, da ormai qualche anno, il Ristorante Cracco continua la tradizione, con un restauro meraviglioso, tra bianchi e azzurri delle tovaglie e dei piatti, le grandi finestre sul porto e i legni e le paglie preziose alle pareti.
Quasi una grande veranda sul mare.

E per portare avanti la narrazione di “Cracco al mare”, Carlo ha scelto come sapete ormai quel Mattia Pecis che da ormai più di tre anni è a capo della cucina del ristorante del golfo.
Giovane chef, grandi esperienze passate, grande creatività.
E subito dopo l’aperitivo, la festa comincia.
Abbiamo assaggiato il nuovo menù di primavera.
Il nuovo menu di primavera del Ristorante Cracco a Portofino

Aperitivo. Tartelletta di lenticchie rosse con ricotta e battuto di tonno frollato 10 giorni.

Mochi di patata viola con speck di tonno affumicato.

Takojaki di ceci con astice blu e Mano di Buddha.

Intreccio di acciughe in crostatina, con ripieno di biete dell’orto, ripassate,con uvetta pinoli e miso di melanzane e estratto al fico sopra cui viene adagiato questo intreccio di acciughe leggermente marinate che vuole ricordare la rete di pescatori e tutto il lavoro che viene fatto prima di arrivare al piatto.

Il calamaro e agnello, nuovo piatto del ristorante di Carlo Cracco a Portofino che fonde proteina di mare e di terra, molto buono e di masticazione super interessante: un battuto di agnello dei monti liguri marinato con salsa Koji carpaccio di totano ligure, riduzione di agnello e santoreggia

Rossetti e foglie di fico. Gli ultimi rossetti di stagione, fritti e su foglia di fico.

Il nostro orto. Grandi e piccoli vegetali dall’orto sul Monte di Portofino.
I primi piatti

Riso con gamberi, ricci di mare e ruta. Un risotto con riso Carnaroli dal gusto sapido e deciso

Raviolo di patate e bottarga di ricciola.


Il fusillo Pietro Masi con estrazione di ragù di tonno, colatura di pinoli, origano cubano e tonno frollato in cera d’api 10 giorni.

Insalata di campo e “prescinseua”, lo stracchino leggermente acido delle valli liguri.
Murena e triglie da Cracco a Portofino

Spiedino di murena in brodo pho e coriandolo. Un pesce che pochi cucinano e dalla consistenza e sapore rotondo e particolare.


Le triglie giganti di scoglio cotte alla brace con il loro fondo e zafferano, verdure dell’orto, carciofi, asparagi, fave e piselli, il tutto amalgamato da un olio alla cipollina.

Riccio con gelato alla Ricarica, erba utilizzata quale sostegno per le alte altitudini in montagna proveniente dal deserto del Nord del Cile.

Millefoglie di alga.
No. Non basta la bellezza ad offuscare la bontà.
Almeno non basta qui da Cracco, al Ristorante di Portofino.

Ancora una volta Mattia e Carlo ci hanno stupito e non è cosa da poco, con noi che visitiamo così tanti ristoranti all’anno!
Ma quando la maestria della preparazione, l’impeccabile presentazione e la superba località si mettono in fila, il risultato è una sinfonia di piatti veramente buoni, creativamente perfetti e gentili al palato.
Menu e prezzi del ristorante Cracco Portofino

Menu degustazione di primavera (210 €)
- Insalata russa caramellata Portofino
- Calamaro e agnello
- Rossetti e foglie di fico
- Il nostro orto
- Riso con gamberi, ricci di mare e ruta
- Raviolo di patate e bottarga di ricciola
- Insalata di campo con prescinseua
- Spiedino di murena in brodo pho e coriandolo
- Pescato del giorno alla Yakitori, chimichurri, spugnole ed aglio orsino
- Nespola con stracchino e polline
- Millefoglie di alga
Piatti alla carta
Persone e Territori
Crudo maturato, ceviche di kumquat e gambero viola di Santa Margherita Ligure (54 €)
Uovo morbido con verdure dell’orto, pesto di fave e miso (42 €)
Cappon magro con salsa verde (56 €)
Pansoti della tradizione con noci e prebuggiun (42 €)
Fusillo con colatura di pinoli e salsa genovese di tonno (44 €)
Pescato del giorno alla brace oppure in crosta di argilla (60 €)
Black lemon (30 €)
In versione menu degustazione, 160 €.
La scelta à la carte prevede un minimo di due portate salate per commensale.
