Quanto è costata a Taranto e alla Puglia la cena di gala dei Giochi del Mediterraneo con lo chef Andrea Berton?
Dovrei premettere e lo premetto perché è fair play: a me la cucina di Andrea Berton piace. È più volte mi sono chiesto come mai non abbia (ri)conquistato la seconda stella.
Finito il politically correct, provo ad andare al sodo con la Cena di Gala dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Affidata appunto alla guida dello chef friulano – milanese.
Apriti cielo: finalmente arrivano i Giochi del Mediterraneo a Taranto (di cui si parla spesso e troppo causa acciaierie ex Ilva) e cosa ti fanno i buontemponi dell’organizzazione della cena con invito della Presidenza della Repubblica? Chiamano a cucinare non dico uno chef di Taranto, ma nemmeno pugliese.
L’accusa è evidente. Taranto e la Puglia sono usate solo come cartolina, scenografia e non c’è valorizzazione del territorio e delle competenze.
Le proteste per uno chef non pugliese

Lo ha detto per esempio Monica Caradonna, tarantina Doc, di cui ho avuto piacere a partecipare al suo Ego Festival a Taranto. Con un preview sulla cozza tarantina e la giuria del contest sulla pizza pugliese.
Tralasciando alcune imprecisioni dettate dallo sgomento del momento (ahimè il ristorante di Floriano Pellegrino e di Isabella Potì al momento non è stellato), mi ha meravigliato l’acrimonia per il vitello tonnato. Perché a leggere la cronaca del Corriere o della Gazzetta del Mezzogiorno, Berton ha addirittura preparato il risotto con l’olio pugliese invece del burro.
E sull’olio che scivola la questione. Precisamente sull’Olio Pujje sponsor della cena di gala. Luciano Pignataro che ha parlato di schiaffone alla Puglia con la scelta di Andrea Berton ha pubblicato la risposta dell’azienda di Monica Pica.
Il chi è chi della cena di gala di Berton a Taranto

Il passaggio che interessa è la chiusura del comunicato.
“Pur non avendo finora trovato interlocutori e partner tra gli chef pugliesi, Olio Pujje continuerà a promuovere le produzioni e le professionalità regionali, nella convinzione che la valorizzazione del territorio non passi necessariamente dall’esclusione di competenze esterne, ma possa realizzarsi attraverso il loro incontro con le nostre aziende, i nostri produttori e le nostre materie prime”.
Tradotto, gli chef pugliesi non usano il nostro olio mentre Berton della ormai famosa cena di gala a Taranto sì. Quindi la rosa degli chef candidati aveva un perimetro (o un limite). Che gli organizzatori di eventi con sponsor ben conoscono.
Tutta questa polemica mi sembrava da ascrivere alla categoria provincialismi. Ma in effetti, anche leggendo sui social commenti piccati degli chef pugliesi e dí appassionati di gastronomia della regione, la categoria è un’altra: incapacità di fare lobby. E questo appare ben più grave considerato alcune aziende che sono dietro gli chef.
Se qualcuno ha pensato che PR volesse dire Pranzi e Ricevimenti o che la sollevazione a suon di like possa modificare scelte e progetti probabilmente a quest’ora si sarà ricreduto.
D’altronde siamo noi stessi – stampa, influencer, appassionati, pubblico – ad essere attirati da nomi di richiamo anche nelle manifestazioni più identitarie.
Gli eventi e gli sponsor

Quindi non si capirebbe perché in una manifestazione poniamo di cozze tarantine chiediamo a uno chef delle Alpi di cimentarsi con il prodotto locale. A significare che la cozza vince sempre o forse che può essere esportata in ogni dove. O che proprio bisogna andare a Taranto per assaggiarle. O un altro qualsiasi motivo, fate voi.
Ma poi dopo i video, gli influencer, il selfie con il vip che tanto piace ai ristoratori al pari dei 4 mani con gli “stellati” sperando in una polvere di stelle a caduta, non possiamo prendercela con Andrea Berton per la cena di Taranto (che già aveva ringraziato Olio Pujje per l’opportunità di fare parte di un evento così prestigioso) a suon di like.
O c’era la forza di fare lobby del territorio e dire chiaro e tondo a uno chef oltre confine pugliese che non sarebbe stato il caso partecipare (ma ricordiamo che le gare pubbliche sono ormai europee e per restare in tema Mediterraneo basta pensare ai bandi dei lidi), oppure meglio non mettere in piazza questa incapacità.
Che non è quella di discettare se si è capaci di cucinare per 300 persone o se ci vuole cozze, formaggio e birra (posate le pinte in faccende super premium) o le orecchiette di Nunzia.
Ci va strategia e capacità di interlocuzione. E dire che c’era anche la possibile leva di un’azienda pugliese per ragionare con il comitato internazionale e quello nazionale dei Giochi del Mediterraneo.
Quindi, mi rifaccio la domanda: quanto è costata la cena di gala di Andrea Berton a Taranto? E a chi?
