Sono trascorsi quasi due anni da quando Matteo Baronetto ha lasciato la guida della cucina del ristorante stellato Del Cambio a Torino. E ci si chiedeva quale sarebbe stato il progetto personale di cui si parlava nella nota ufficiale. Intanto è nel team del festival gastronomico Buonissima che prevede oltre 200 appuntamenti diffusi in città. Ed è qui che cercavamo conferma del rumor di questi giorni: Matteo Baronetto aprirà il suo nuovo (quasi) ristorante in una serra.
La serra è quella del parco di Villa Sanquirico a Torino in via Federico Campana 37 di fronte al Parco del Valentino. Dove si sta lavorando per creare una cucina a vista con un unico chef table per 6/8 posti.
Per Buonissima, nella dimora tardo-ottocentesca torinese, venerdì 23 ottobre dalle ore 20, si terrà “l’esclusiva cena a cura di Dino Como di Sextantio Cucina a Santo Stefano di Sessanio (AQ)”. All’interno dell’edificio, però.
Matteo Baronetto da Buonissima alla Serra

I lavori, invece, interessano appunto la serra e hanno già dotato questo spazio di un ingresso dedicato che porta direttamente al tavolo e alla cucina di Matteo Baronetto. Quindi, se avete prenotato la cena di Buonissima del 23 ottobre, gettate un occhio per confermare l’indiscrezione.
Una nota ufficiale ancora non è stata diramata e vedremo se il ristorante di cui si vocifera aprirà a ridosso delle festività natalizie o al più tardi con il primo sole primaverile.
Matteo Baronetto con questo ristorante pensa a pranzi e cene tagliate su misura degli ospiti e solo su prenotazione. Il repertorio dei piatti dello chef allievo di Gualtiero Marchesi e sous chef di Carlo Cracco a Milano è ampio. E non mancano le ricette della cucina tradizionale rivisitata in chiave contemporanea. Come ci ricordano le 45 ricette pubblicate nel suo libro Cucina Contemporanea Piemontese uscito per i tipi di EDT con le foto di Davide Dutto.
L’insalata russa, la bagna cauda, il fritto misto, i tajarin e gli agnolotti, il gran bollito e il bonet potrebbero trovare casa in un’ambientazione tradizionale come la serra di Villa Sanquirico, ma con il tocco contemporaneo di Baronetto. Che spesso si è dichiarato custode della storia culinaria piemontese. Almeno fino a quando era al Del Cambio.
Per il futuro della Serra Baronetto si vedrà tra qualche mese.
