La migliore pizzeria della Campania è a Napoli ed è Palazzo Petrucci a piazza San Domenico come da risultato finale del Campionato della Pizza 2026.
1° — Palazzo Petrucci Pizzeria (Napoli)
2° — I Masanielli di Sasà Martucci (Caserta)
3° — I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta)
Davide Ruotolo – il pizzaiolo che guida la pizzeria Palazzo Petrucci (anche la nuova sede sul mare di Posillipo) – ha segnato quest’anno uno score impressionante.
Vediamo perché.
Davide Ruotolo che ha riportato Napoli al vertice

— 1° nel nostro Campionato con 886 punti su 900 disponibili e la conquista anche del titolo per la migliore Pizza Fritta.
— 3° nella classifica Italia di 50 Top Pizza 2026 e l’assegnazione del titolo Performance dell’Anno (con 19 posizioni scalate).
— Premio alla pizzeria Palazzo Petrucci per la Migliore pizza creativa con la Diavola a Pizza Maxima e 14° posto assoluto.
Risultati maturati senza social personale e ufficio stampa della pizzeria. In completa contro tendenza rispetto al panorama delle pizzerie.
Il merito nel Campionato della Pizza appena concluso è di aver riportato Napoli al vertice dopo 2 anni di predominio casertano con Carlo Sammarco (nel 2024) e Francesco Martucci (2025). Quest’anno è riuscito a battere I Masanielli di Sasà Martucci, 2° con 852 punti, e I Masanielli di Francesco Martucci, 3° a quota 847.
La vittoria inizia dalla precisione nelle lievitazioni e nelle cotture. Due passaggi che chiedono sensibilità, metodo e capacità di interpretare la materia. Ruotolo li governa con la consapevolezza di chi sa quanto ogni scelta debba trovare riscontro al tavolo.
La tecnica prende così una forma concreta: diventa equilibrio fra impasto e condimento, coerenza del morso, compiutezza della pizza. Il lavoro a monte si riconosce nella naturalezza con cui il prodotto si lascia mangiare.
Un vantaggio decisivo in un campionato disputato su Margherita, Marinara e Fritta. Tre classici che espongono i fondamentali e rendono immediatamente leggibili proporzioni, consistenze e cotture. Il primo posto di Palazzo Petrucci, accompagnato appunto dal riconoscimento per la migliore pizza fritta, trova qui la sua prima spiegazione della migliore pizzeria della Campania e di Napoli.
La premiazione di Palazzo Petrucci migliore pizzeria della Campania

La premiazione con la consegna della targa Smaf e della giacca Divise&Divise è il momento per i giudici del Campionato di rivivere le protagoniste e gli assaggi che hanno lasciato il segno durante questo e le scorse edizioni del Campionato. La degustazione ha allargato il racconto al repertorio di Palazzo Petrucci, offrendo ulteriori chiavi per leggere il lavoro di Ruotolo.
Dai richiami della friggitoria napoletana alle interpretazioni più articolate, il percorso ha attraversato registri diversi, tenendo al centro il rapporto fra impasto, condimento e piacere.
1. La provola e pepe dedicata alla figlia

Eva. Doppio pomodoro con provola, pecorino, pepe e zeste di limone (8 €).
Eva sviluppa il tema della pizza provola e pepe con il pomodoro attraverso una trama di sapidità e richiami affumicati. Il limone introduce una nota alta, un’apertura aromatica che dà slancio alla composizione. È un abbinamento che esprime bene l’idea di una creatività misurata: pochi spostamenti, ciascuno con una funzione precisa.
2. La tradizione napoletana generosa

Ripieno Classico. Calzone ripieno con ricotta, provola, salame, pomodoro bio, pepe e parmigiano reggiano (10 €).
Il Ripieno Classico di Palazzo Petrucci migliore pizzeria della Campania lavora sull’avvolgenza e sulla profondità del gusto. La componente lattica incontra quella salina dentro una struttura che affida all’impasto un compito essenziale: accogliere, contenere e partecipare al boccone. Una preparazione nella quale la precisione della cottura determina l’equilibrio dell’insieme.
3. Il guizzo del basilico nella fritta di Palazzo Petrucci, migliore pizzeria a Napoli

Ricotta e cicoli. Ricotta, provola, cicoli di maiale e pepe (8 €).
La pizza fritta di Palazzo Petrucci è la pizza migliore di Napoli e della Campania nella classifica generale delle pizze del Campionato. Parla una lingua schiettamente napoletana. Morbidezza, grassezza e sapidità ne definiscono il carattere, con il pepe a scandire il profilo aromatico. La chiccheria è il basilico aggiunto a crudo: un guizzo fresco che ravviva il boccone e dà respiro alla ricchezza del ripieno. Un dettaglio che racconta la misura di Ruotolo, capace di rendere più vivace un abbinamento della memoria con un gesto essenziale.
4. La pizza che ha riportato in auge un classico napoletano

Diavola. Fiordilatte, schiacciata piccante, confettura al peperoncino, pomodorino giallo, arancia e peperone crusco (12 €).
La Diavola propone uno dei disegni più articolati del percorso ed è il risultato di un lavoro sulla specialità iniziato nel 2024 proprio con il Campionato. La dolcezza dialoga con il piccante, il peperone crusco introduce una variazione di consistenza e l’arancia aggiunge una direzione agrumata. L’interesse sta nella modulazione: il peperoncino diventa parte di un gusto che cerca profondità e movimento. La pizza che ha vinto il titolo a Pizza Maxima ha convinto non solo (e di nuovo) questo tavolo, ma ha ricevuto gli applausi dei giornalisti che l’hanno assaggiata durante la manifestazione a Roma.
4. Palazzo Petrucci e il richiamo della friggitoria napoletana nella migliore pizzeria di Napoli

Zeppole e panzarotti. Pasta cresciuta e crocché (6 €).
Zeppole e panzarotti di Palazzo Petrucci riportano nella migliore pizzeria della Campania la dimensione più immediata della golosità di Napoli. Preparazioni familiari, nelle quali consistenze e gestione della frittura hanno un ruolo determinante. La loro presenza nel percorso ribadisce l’appartenenza a una cultura gastronomica quotidiana, capace di esprimersi anche attraverso un piccolo assaggio.
5. La pizza che sa dare ordine all’abbondanza

Capricciosa. Pomodoro bio, carciofi, funghi, prosciutto cotto, provola, salame napoletano e olive nere (12 €).
La Capricciosa mette alla prova la capacità di governare la ricchezza. Le componenti vegetali, lattiche e saline chiedono una regia che dia continuità al boccone. Il suo valore gastronomico si misura nel rapporto fra questa pluralità di sapori e l’impasto, chiamato a tenere insieme la composizione.
6. La pizza dolce per chiudere in bellezza

Pizza cheesecake dolce (14 € da condividere).
La pizza cheesecake chiude la degustazione con un equilibrio centrato fra cremosità e croccantezza. La base crunchy dà ritmo al morso, la nota zuccherina asseconda la golosità del dessert. Nelle varianti ai frutti di bosco, al cioccolato, al caramello e al cioccolato Dubai, è un finale riuscito che invita all’ultimo assaggio anche quando ci si crede sazi.
La vittoria di Ruotolo riporta Napoli al vertice

Il successo di Davide Ruotolo e Palazzo Petrucci premia la capacità di tenere insieme precisione e personalità. La padronanza delle lavorazioni dà solidità al prodotto; la misura della creatività gli assegna una direzione.
Napoli torna al primo posto del Campionato della Pizza con un pizzaiolo che conosce il valore dei fondamentali e sa quanto spazio concedere alla propria inventiva. Una maturità che si riconosce quando ogni elemento trova posto e la pizza conserva intatta la sua forza più semplice: farsi desiderare, un morso dopo l’altro.
PS. Non siamo gli unici a ritenere che Palazzo Petrucci sia la migliore pizzeria di Napoli. Il 3° posto di 50 Top Pizza Italia 2026 mette la pizzeria guidata dal giovane Ruotolo ulteriormente sotto i riflettori. Davanti a lui ci sono Milano (Confine) e a pari merito Caserta (Francesco Martucci) e Roma (Seu Pizza). Una bella sfida per il pizzaiolo trentenne.
