
La didattica scacchistica ha sempre dato un’importanza fondamentale allo studio dei finali e fino a qualche decennio fa si pensava che fosse possibile codificarli in modo da gestirli quasi automaticamente. Purtroppo, ogni sforzo è fallito e i manuali sono rimasti troppo ricchi di cervellotici esempi che richiedono ore (e spesso giorni) di analisi per essere risolti da un umano. Il limite di queste opere è senza dubbio il non aver definito a priori cosa fosse un finale elementare. Questa definizione è il punto di partenza del volume: un finale è elementare quando esistono semplici regole che permettono a un giocatore di forza molto modesta di battere il campione del mondo
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